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Bottoni: ossia: vestivamo alla marinara
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Viviamo nell'epoca in cui andare in carcere non fa più vergognare, nell'epoca in cui chi è protagonista, spesso in negativo, della cronaca viene idolatrato e diventa VIP, testimonial, diventa qualcuno insomma. In quest'epoca, in quest'Italia ecco arrivare da Ferrara, dalla splendida e civilissima Ferrara, una storia d'ordinaria follia, una storia a cui non si riesce a scrivere la parola fine, una storia che verrà terminata, speriamo non sia così, da altre ordinaria follia...
P., il suo aguzzino, due classi in più di età, per quei fatti, dal 19 dicembre si trova agli arresti domiciliari ma mercoledì i termini scadranno e se il tribunale di Ferrara non prenderà nuovi provvedimenti, tornerà libero.
«Lui si è preso tutta la mia vita — ripete continuamente Mario ai genitori — e a me non resta più nulla». Mamma e papà sono disperati, temono che il figlio possa compiere gesti inconsulti nel momento in cui P. uscirà dalla detenzione. Qualche giorno fa Mario si è rivolto alla madre terrorizzato: «Mamma — le ha detto —, io in questo mondo non ci sto a fare più niente». Da quando P. è ai domiciliari, spiega la donna, «mio figlio è rinato. E’ tornato a uscire, spensierato, felice, ma fino a quando? Mercoledì quello potrebbe tornare libero. Abbiamo paura, il terrore che nostro figlio compia una sciocchezza». A uno dei carabinieri della procura che lo hanno sentito, Mario ha confidato che quel bullo «mi ha tolto la spensieratezza dei miei anni e la gioia di vivere».
Poco meno di due anni fa Mario comincia a essere preso di mira. Messaggi sul telefonino, chiamate a casa, addirittura sul cellulare del padre. In media, al giorno, 80 sul telefonino del minorenne, 60 su quello di casa, 25-30 sull’apparecchio del genitore. «Da ora in poi — è il contenuto di un sms — stai attento, hai sbagliato, ti ricordi quale sarà la conseguenza?». «Mi stai disturbando — un altro —, sei un 16enne senza idea di vita. Stai parlando troppo, se non riesci a chiudere la bocca ci penserò io». In alcune occasioni la famiglia ha denunciato P. anche per violenze fisiche nei confronti del figlio.
Il 10 febbraio dell’anno scorso, in un ristorante di Ferrara, P. aggredisce il minorenne mentre è con amici. Il 15 giugno Mario è alla stazione, attende il treno per Bologna. P. lo raggiunge sul binario, lo provoca, lo insegue e lo aggredisce — come è stato verbalizzato in un esposto — con tre colpi alla nuca mentre la vittima cerca di fuggire. Il 9 novembre è ancora violenza: Mario, inseguito in moto da P., è costretto a chiedere aiuto ai carabinieri.
La famiglia, rappresentata dall’avvocato Marco Linguerri, chiede aiuto anche al questore di Ferrara, Luigi Savina. Il 29 giugno il capo della polizia incontra Mario e P. assieme ai rispettivi genitori. Cerca di trovare una soluzione, ma appena termina l’incontro l’aguzzino torna alla carica con nuovi messaggi: «Siete patetici». La ‘persecuzione’ continua come e più di prima. Viene presentata una nuova denuncia alla procura dei minori di Bologna: il 21 febbraio scorso P. viene rinviato a giudizio per il prossimo 4 di luglio. Ma lo stato di Mario è sempre più labile. Viene seguito da una psicologa che scrive di lui: «E’ allo stremo: non ha più voglia di combattere, presenta difficoltà a dormire e a concentrarsi, registra un calo significativo delle performance sportive e dei risultati scolastici, tratti evidenti di una sindrome depressiva».

Il 19 dicembre P. viene messo ai domiciliari, il tribunale della libertà rigetta l’istanza di scarcerazione. Ma i termini per la sua detenzione scadranno mercoledì. Poi? L’avvocato Linguerri ha presentato richiesta di proroga della custodia cautelare e la trasformazione dei domiciliari in detenzione in carcere. Ma è necessaria la firma della procura. E il tempo è ridottissimo. «Se dovesse uscire? — chiude la madre — Saremmo terrorizzati. Non vogliamo nulla, nessun tipo di risarcimento. Semplicemente la tranquillità e la serenità di nostro figlio».
di Nicola Bianchi
bondi "il PDL candiderà solo candidati che non siano stati codannati o che non siano sotto processo"
Non vedo l'ora che sia il quattordici aprile, da quel giorno le cose cominceranno a migliorare per tutti, intantto, chiunque vinca, abolirà l'ICI sulla prima casa, poiverranno abbassate le tasse ed aumentati gli stipendi, questo a prescindere da chi escavincitore dalle urne, non ci sarà più la piccola delinquenza per strada e per tutti noi ci sarà un Italia migliore, questo sia che vinca una parte sia che vinca l'altra, così senza discutere. Mi sembra bellissimo poi che nessuno, ferrara in testa voglia toccare al legge 194, insomma ci attendono gli ultimi due mesi di sofferenza e poi, tutto in Italia cambierà in meglio! Non siete contenti?
